Tour de France 2026, Matej Mohorič sull’ondata di controlli antidoping: “Dovrebbe essere lo stesso per tutti, ma dal francese che è in alto in classifica non sono andati alle 5 del mattino…”

L’ondata di controlli antidoping che è iniziata nella notte fra la tappa numero 14 e la 15 del Tour de France 2026 e che è proseguita durante il giorno di riposo previsto per lunedì 20 luglio sta, ovviamente, catalizzando l’attenzione, in questo momento in misura persino maggiore rispetto alla gara in sé. Tutto è iniziato con gli esami notturni condotti su Jonas Vingegaard e Tadej Pogačar, i due corridori più forti in corsa, ed è poi proseguito il giorno successivo con i controlli di “gruppo”, fatti su tutti gli altri atleti ancora in gara, operazione confermata dall’Agenzia Internazionale Antidoping.

Sul tema è intervenuto Matej Mohorič, portacolori della Bahrain Victorious: “I controlli in piena notte? Anche da noi sono venuti una volta alle 5 del mattino, che per noi è proprio nel bel mezzo del sonno, visto che andiamo a dormire verso mezzanotte e poi facciamo colazione alle 10 – le parole del corridore sloveno riportate da SiolIl fatto è che l’agenzia che fa i test (l’ITA – ndr) riceve parecchi fondi per la sua attività e deve in qualche modo giustificarli“.

Mohorič aggiunge: “Penso proprio che sia una questione di soldi. Devono far vedere che lavorano e che fanno effettivamente dei controlli – il pensiero del corridore sloveno – Noi corridori di oggi purtroppo paghiamo per quello che è successo in passato, ma, a parte quello, sarebbe giusto che ci fossero dei limiti di umanità da non superare. O, almeno, che le cose siano uguali per tutti, perché sappiamo tutti che dal corridore francese che è in alto in classifica generale non sono andati alle 5 del mattino“.

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